Ho passato vent'anni
a studiare perché
la gente compra.
Mi chiamo Marco Baldocchi. Sono nato a Lucca, vivo a Miami, e faccio neuromarketing: studio cosa succede nella testa di una persona nei tre secondi in cui decide se entrare nel tuo locale o passare oltre. Bottega Miami è nata perché quello che ho imparato in vent'anni serviva soprattutto a una persona: l'imprenditore italiano appena arrivato qui.
Da Lucca a Miami
Ho aperto la mia prima agenzia di comunicazione nel 2005, a Lucca. Si chiamava On Web e negli anni è diventata un gruppo con quattro sedi in Europa. Andava bene, ma a un certo punto ho iniziato a farmi una domanda che il marketing tradizionale non sapeva rispondere: perché due campagne apparentemente identiche danno risultati opposti?
La risposta non stava nel marketing. Stava nelle neuroscienze. Da lì è cominciato il secondo pezzo della mia carriera: capire, con gli strumenti della ricerca scientifica, come il cervello decide prima ancora che la persona se ne accorga.
Nel 2018 ho fondato a Miami il Marco Baldocchi Group, agenzia di comunicazione emozionale. Poi Emotek Reality, sulla realtà aumentata applicata al lusso. Oggi guido Neuralisys, con cui faccio ricerca su consumer behaviour e neuromarketing per aziende in tutto il mondo.
Perché ho aperto Bottega Miami
Perché in questi anni a Miami ho visto la stessa scena decine di volte. Un imprenditore italiano bravissimo, un prodotto che in Italia funziona benissimo, un locale bellissimo. E un sito fatto male, un Instagram in italiano, la scheda Google mai verificata. Gente che ha investito trecentomila dollari in un'apertura e poi ha lasciato la parte digitale all'ultima settimana.
Non è pigrizia. È che le agenzie americane costano care e partono da zero su chi sei, e i fornitori italiani a distanza scrivono per un pubblico che non è quello che entra dalla tua porta. In mezzo non c'era nessuno.
Bottega Miami è quel posto in mezzo. Con la differenza che il tuo sito e le tue campagne non le progetta chi ha letto un corso online, ma chi il comportamento del consumatore lo studia per mestiere e lo insegna in università.
«Un menù, una vetrina e una homepage sono tre superfici su cui il cervello decide in meno di tre secondi. Progettarle a intuito è una scommessa. Progettarle sapendo come funziona l'attenzione è un mestiere.»
Quello che ho scritto
Neurofood
Hoepli, 2022
Il neuromarketing applicato al mondo dell'enogastronomia. Come il cervello percepisce il cibo prima ancora di assaggiarlo: colore, forma, parole del menù, prezzo, luce, suono. Un libro nato lavorando con ristoratori e produttori veri.
Neuromarketing per il food
Dario Flaccovio, 2020
Strategie per una comunicazione efficace. Le emozioni come strumento di marketing nel settore alimentare: come si costruisce un messaggio che il cliente ricorda invece di uno che scorre via.
Co-autore anche di Money Matters Tips vol. 2 (USA) e di pubblicazioni scientifiche sul comportamento del consumatore.
Dove insegno e faccio ricerca
- ·24Ore Business School — docente di neuromarketing dal 2020
- ·Università Cattolica di Milano — docente
- ·Associazione Nazionale Neuroscienze Applicate — direttore della ricerca in neuromarketing
- ·Oncems — responsabile del dipartimento ricerca
- ·Neuromarketing Academy — fondatore
- ·Conflavoro — direttore nazionale innovazione tecnologica
Qualche riga di curriculum
- ★Insight250 — nel 2023 tra i 250 professionisti più influenti al mondo in marketing, ricerca e consumer intelligence
- ★NMSBA Neuromarketing Series 2021 — tra i primi dieci speaker al mondo di neuromarketing, votato dai membri dell'associazione
- ★Marquis Who's Who — inserito nel 3% dei professionisti mondiali in consumer behaviour e neuromarketing
- ★TEDx — speaker a Miami e a Lucca
- ★Speaker dal 2008 — in Italia, in Europa e negli Stati Uniti
- ★Membro di NMSBA, AINEM, IAA, MSIC (Miami Italian Scientific Community)
Cosa cambia per te
Avere alle spalle vent'anni di neuromarketing non serve a mettere una riga in più sul sito. Serve a decidere cose concrete.
- →In che ordine mettere le cose sulla tua homepage, perché l'attenzione si consuma in pochi secondi e va spesa nel punto giusto.
- →Come scrivere il menù: quali parole aumentano il valore percepito di un piatto e quali lo abbassano senza che te ne accorga.
- →Come esporre i prezzi, che è forse la singola decisione che sposta di più lo scontrino medio.
- →Quali foto usare: la differenza tra un piatto fotografato in un modo o nell'altro è misurabile in prenotazioni.
Non è magia e non è una promessa di risultati. È solo il vantaggio di partire da quello che la ricerca ha già dimostrato, invece che dall'intuito.
Raccontaci cosa stai aprendo.
Venti minuti al telefono, in italiano, senza impegno. Ti diciamo cosa serve davvero e cosa puoi rimandare.